lunedì 25 febbraio 2013

E le zione?

Il 2013 è l'anno in cui ufficialmente, per la prima volta in Italia, la campagna elettorale si è vissuta sui social network.
Ho avuto l'home page piena di articoli, opinioni e link di persone che invitavano a votare quello o quell'altro, ma soprattutto di gente che incitava ad evitare quello o quell'altro.
Per giorni ho letto, per giorni sono stata a guardare, senza commenti. Poi quando mi sono accorta che ho diversi amici grillini, allora mi è venuta voglia di fare campagna anche io, ma anche lì ho preferito evitare. Ho voluto solo un po' giocare, ho voluto appellarmi al dubbio, suscitando il confronto, libero e uguale. A niente è servito.
Alla fine è stato divertente, noioso, stupefacente e ingenuo vedere come tutti, con facebook, si sono cimentati con la politica, forse per la prima volta.
In questo momento, mi sento così, con mio padre dall'altra parte del telefono che mi invita a finirla quella bottiglia che ho stappato stasera.

venerdì 28 dicembre 2012

Dixit - Spiel des Jahres

Con chiunque ci giochi, riesco a stupirmi per come ragiona la mente umana! Ottima scelta papino!

lunedì 24 dicembre 2012

Una sola condizione

Ho una casa nuova. Cioè non tutta la casa, solo una parte. Poi non è proprio nuova. Diversa. Un catartico feng shui, eliminazione del vecchio e aria nuova. Bello, funziona tutto meglio, è più grande ma meno ingombrante. E comunque è nuovo. Ogni tanto mi affaccio dall'ingresso e sorrido. Colori nuovi, anche. Ho la casetta nuova.
No no, la scrivania non lì... lasciatemi vicino alla finestra. Lasciatemi lo sguardo sul mondo!

lunedì 17 dicembre 2012

Give me a second life


Era un po' di tempo che non mi appuntavo pensieri dopo uno spettacolo.
Stavolta ho cercato il taccuino freneticamente dentro la borsa. Ma senza far rumore. Ci ho messo un po'. Tanto alcune cose mi sfuggono lo stesso.
Il grande teatro, il Gentile, ha ospitato Babilonia Teatri e tre ragazzi usciti dal coma.
Impressione numero 1. Nudi e semplici i ragazzi come nudo il teatro, senza quinte, fondali. Sembra la stanza di un adolescente con i poster appesi o una facciata di un palazzo con le finestre illuminate dalle luci accese.
Impressione numero 2. Dov'è Pinocchio in questo scenario? Non c'è fiaba! Pinocchio è quel qualcosa che abbandona il vecchio per ritrovare una nuova vita, relegando quella precedente a un grande paese dei balocchi inconsapevole. Passare da legno a carne, diventare più veri di prima, ma per farlo si è dovuto attraversare una zucca svuotata, modello Halloween, che qualche segno, alla fine, lo lascia.
Impressione numero 3. Bello non dover essere belli. Bello non dover essere bravi, non dover dire le cose giuste. Bello poter essere teatralmente sporchi, tossire, grattarsi una gamba, il naso. Bello non dover giudicare la tecnica o la pulizia o l'esattezza. Una spontaneità guidata, frutto di un rapporto umano tra regista e attori, in cui i binari lasciano spazio all'immediatezza e anche un po' alla sfacciataggine.
Impressione numero 4. Estremamente contagiosa la voglia di cantare le musiche di scena. Lo fanno gli attori, in versione labiale, perché ti prende proprio. Lo fa la ragazza dietro di me. Canticchio anche io, non resisto.
Impressione numero 5. Volare liberi e ricadere nel vuoto.
Impressione numero 6. Sentirsi come un camioncino trascinato dal sipario che si chiude.
Impressione numero 7. Non ho pianto, ma riso molto sì.

Il post spettacolo è durato solo 15 minuti.
Nelle parole che sono state dette, ho trovato le risposte ai miei quesiti che non voglio far uscire in pubblico. In quelle parole ho trovato conferme della funzione terapeutica e riabilitatrice di corpo e spirito che ha il teatro.
Ho scoperto che a Bologna esiste un luogo di essere umani che si prendono cura delle persone nella fase traumatica del risveglio e anche dello loro famiglie, permettendo loro di restare insieme.
Il teatro riporta tutti dentro quella società che invece li aveva esclusi. Lo voglio vedere come un altro livello di lettura della seconda vita di un Pinocchio che dopo aver svolazzato nel limbo, atterra su un palco.

lunedì 10 dicembre 2012

I miei preferiti

Il cuore si prepara a soffrire... io lo posso dire perché l'ho visto in anteprima e ho visto le stelline che girano sulle assi di legno del palco!

mercoledì 5 dicembre 2012

Verdure di stagione per tutta la famiglia

Tutto quello che si può fare con una zucca, rosmarino, patate, taleggio e noci!



lunedì 3 dicembre 2012

Dal Massachusetts a teatro


Non vedevo mio padre ridere così dai tempi delle videocassette di Dario Fo che raccontava la storia di Bonifacio VIII.
A lui è piaciuta la storia di Santa Rita da Cascia, con gli amici di Cascia, e di Francesco che se fosse andato altrove, gli uccellini non si sarebbero fatti la trasvolata.
Adesso ho capito da chi ho preso io!!

domenica 25 novembre 2012

Latte? latticini?

Se foste seduti ad un tavolo e steste giocando a Saltinmente e uscisse, con la lettera L, la domanda: cose a cui potreste essere allergici.
Rispondereste limone? No? Noi sì, tutti!!!

giovedì 15 novembre 2012

All we need is dance

Ogni volta che c'è la danza a teatro, corpi scolpiti, movimenti dolci e irripetibili, faccio sogni di magia. Ho visto questo, ma stavolta non ero al Moma, l'ho visto sul palco e mi sono emozionata!

mercoledì 7 novembre 2012

Genova dicevo, è un'idea come un'altra


Stretti nei vicoli che sbucano al porto, sempre unti nell'olio della focaccia, con l'eco alle orecchie di una bambina dalle labbra color rugiada, camminatori distratti a leggere una storia scritta sul selciato!!
La super combo Mirò e McCurry ha fatto di noi, ricercatori dispersi negli occhi di una donna afgana.

venerdì 26 ottobre 2012

Seduta su un banco di nebbia, insegnami tu la vita.

Sandro Pertini diceva che i giovani hanno bisogno di buoni esempi, non di sermoni. Napolitano invece parla di rigore.. che in Italia se non si parla di pallone, non si è mai contenti!!
Io per fortuna non rientro nella categoria di chi deve prostrarsi al rigore. Sono già adulta.
Ma è un po' come quando sei piccolo, a volte fa comodo ammetterlo, altre volte ti rifiuti di considerarti ancora tale.
Io mi sono laureata, con tanto di lode, quasi 8 anni fa. Parlo 5 lingue, ho studiato un anno in Germania, quando ancora ero minorenne, ho frequentato parzialmente l'università in Spagna e ho continuato a vivere lì lavorando. Ho passato 3 mesi in una missione dentro una favela brasiliana, appena finiti gli studi perché poi, metti che trovo lavoro...
Io sono stata molto fortunata. Ho lavoricchiato sempre. Ho iniziato, come molti, con le ripetizioni e il volantinaggio, sono stata interprete e hostess nelle fiere, ho confezionato pacchetti a Natale, ho consegnato centinaia di questionari ISTAT quando il censimento si "faceva a mano", ho risposto a milioni di telefonate di turisti pronti ad imbarcarsi su una nave. E fortuna le 150 ore all'università che mi permettevano qualche sfizio! Esperienze che non ho schifito, ma che anzi ho considerato fondamentali. Ho imparato a parlare con le persone, a risolvere problemi, a organizzarmi, a conoscere i miei doveri e i miei diritti.
Io non sono più giovane, almeno non nel senso stretto della parola, perché i giovani li immagino con molta più energia e visioni, con la voglia di vagabondare curiosi per il mondo, di fare tardi anzi tardissimo la sera e alzarsi altrettanto tardi la mattina, di innamorarsi tutti i giorni di una persona diversa. Hanno il futuro davanti e mille porte da aprire. Io invece continuo a viaggiare, ma al massimo dopo due settimane torno a casa. Preferisco vivere il giorno e non la notte, anche se ogni tanto mi capitano serate in cui è difficile andare a dormire. E voglio dormire sempre con la stessa persona. Seleziono e alcune porte non mi interessano più, pur rimanendo pronta a lasciarmi sorprendere.
Nonostante io non sia più giovane, ho un contratto di lavoro da giovanissimo, e so che non cambierà per un bel po'. E questo perché dopo tanti lavoretti, sono stata choosy al contrario io, che ho lasciato un contratto sicuro perché mi piaceva dedicarmi ad altro. Oggi faccio un lavoro che amo molto, mi fa svegliare contenta la mattina, con tanta voglia di creare, immaginare... ma il rovescio della medaglia si chiama precariato, poche garanzie, stipendio che si scorda i titoli di studio, e mamma che mi guarda sconsolata, perché mi vedeva, secchiona fin da piccola, seduta un giorno al parlamento europeo. Ho scelto, ho scelto la cultura e mi sento fortunata per questo. Ma i primi tagli del governo sono sempre per noi!! Che fortuna!
E, sempre perché non sento più le esigenze di un giovane, aspetto il momento migliore per dire: sono abbastanza "a posto" per una mia famiglia!
Cara Forni, ci sono molti giovani coraggiosi, ne conosco di preparatissimi e pronti a lanciarsi in un mondo che però non esiste, né da dentro, né da fuori!

lunedì 22 ottobre 2012

Alla fattoria

C'è l'uomo gigante delle bufale in questo paese per bimbi grandi.
Il pranzo è stato abbondante, il vino era buono, il cibo era sano. Il cameriere mi ha regalato un melograno. Peccato che farà una brutta ma dolce fine dentro la mia centrifuga. Com'era quella citazione sul succo di melograno?
L'uomo delle bufale dice che i Trionfi sono il miglior esempio del km 0. Allevano e coltivano, lavorano e trasformano, cucinano e servono tutto nell'arco di 800 metri. Si producono anche l'energia da soli e riescono pure a rivenderla. Mentre lo dice, la bufala sguazza nel fango per rinfrescarsi. Sa, è la mia prima volta... con un bufalo a pochi centimetri. Lui la prende a pacche sul dorso, non ha paura.
No no, tranquillo, neanche io! Non posso fare figuracce. Abbiamo portato i nostri amici in gita!
Da questi bestioni esce un delizioso latte, che poi può diventare yogurt, mozzarella, formaggio, stracciatella... di cui una sacchettata, non so perché, finisce in macchina mia! Alcune di loro invece diventano bistecche.
Ci sono le vacche gravide, ansimanti e stese su un fianco. Sono gonfissime. Mi sa che un vitellino pesa!
Pochi metri più in là, le oche starnazzano e le galline paffute annuiscono, ma io ho un dialogo diretto con il mio amico tacchino. Ad un certo punto, non si sa più se sono io che imito lui o lui me. Ma l'importante sono i concetti.
La capretta mangia dalle mie mani, il pony mangia dalle mani della carpetta. I cavalli neanche ci guardano.
Ci sono anche campi coltivati, grano, legumi, ortaggi. Scusi, ma questa storia della canapa? No scusi, solo per vedere la piantagione!

giovedì 18 ottobre 2012

Quando l'occhio non vuole la sua parte

Al buio, alla fine, siamo tutti uguali. Ti puoi formalizzare nella sala d'aspetto, guardandoti con rispetto e riverenza.
Ma poi dentro no. Puoi mangiare con le mani davanti al presidente di qualcosa, mentre lui probabilmente sta facendo altrettanto! Ti lasci suggerire i sapori dal vicino di piatto e giochi a indovinare la forma del plastico che ti hanno messo sotto le mani. La bicicletta era davvero troppo difficile!
Non vedenti per una serata, ma alla fine, la musica concede il lento e piacevole risveglio. Non a tutti!


giovedì 4 ottobre 2012

Ti regalo tempo e emozioni!

Niente regali, solo sorprese.
Non so cosa mi succederà, trovo indizi sparsi per casa. Prima di tutto, prendersi un giorno di ferie!
Mare o montagna? Costume o scarponcini? Il cappellino, fondamentale. E poi e poi e poi?
Il cestino da picnic! Ne ho uno di quelli veri, di paglia intrecciata. E che ci metto e che ci metto e che ci metto? Il classico pranzo da picnic: insalata di riso e cotolette fritte.
Aggiungo tortine alla pesca, cotte  in gran segreto dentro vaschette monoporzione. Tovaglietta a scacchi rossa, piatti e posate gialle. Giostyle anni '80 per portarsi dietro 2 litri di acqua.
E adesso e adesso e adesso?
Esco a comprare i cornetti, il succo alla pera e apparecchio in gran stile aspettando il risveglio! Primo errore! Non ho letto bene l'indizio, ma niente è perduto, è una promessa!
Mi ritrovo con la maschera a esplorare fondali da cartoline, a cullarmi sotto il sole, a guardare la costa da lontano e a frustare le onde, ma il capitano è uno solo!
Allo sbarco, la promessa è già mantenuta, si gira l'angolo e
si finisce a filetti di tonno e clandestino, e da una torre a guardare il futuro.

mercoledì 3 ottobre 2012

Scusate la pubblicità!



Lo stop-motion, un altro ottimo proposito per le giornate invernali!

Una notte d'a-mare

Naufraghi e profughi per  una notte in mezzo al mare e in mezzo al mare di niente.
Il buio è rischiarato dalla luna, ma tutta quella luce oscura gli anelati fari di una barca amica.
Si solcano le acque, stipati gli uni agli altri, cercando un appoggio per la testa, cercando calore all'umidità della notte, cercando sollievo allo stomaco in subbuglio.
La salsedine schiaffeggia di tanto in tanto la barca e te, le ossa fanno male, la paura di non essere in buone mani, di non arrivare salvi, di un uomo in mare cresce.
10 minuti da fuggiasco, ho provato a immaginare. Ma questa è più che altro un'avventura. Quella paura non si può inventarla o romanzarla.
Allora scendo in coperta, per riaprire gli occhi davanti alle perle dell'Adriatico.


venerdì 21 settembre 2012

cmd+shift+4!

Dove vanno a finire gli screen shot???
ma porc...
c'ho i suggeritori io, per fortuna!

giovedì 6 settembre 2012

Il mio primo figlioletto

Sono andati qui tutte le mie energie, le mie idee, i miei pensieri degli ultimi mesi, tanti!
Adesso sta per venire alla luce, anche se il mio parto è stato crearlo, ora vivrà da solo!
A me pare già bellissimo così!


giovedì 28 giugno 2012

La cena in campeggio

Se non glielo dici, pensi che non le stai vicino abbastanza, almeno non riesci a farglielo sentire come lo capisci tu. Se glielo dici, fai peggio perché anche lei un po' vorrebbe star qui e tu stai infierendo.
Però ci penso tantissimo, appena chiudo i battenti, monto a cavallo, corro verso via del Conero, mi tuffo tra il giallo dei girasoli e il viola della lavanda, sprofondo tra i tornanti che mi portano all'acqua, faccio un tuffo, una doccetta, leggo due pagine. Ogni volta che vedo un tramonto è come se fosse la prima volta, devo sempre accostare e fermarmi un attimo, in silenzio. Mi viene fame,  assalita da tutte le suggestioni che solleticano il naso... Potrebbe mangiare anche lei, penso, perché ci sono le grigliate sì, ma anche il pesce, la pizza, ogni chilometro c'è una cucina pronta a splancarti le braccia.
Oppure gli amici pescano i moscioli al largo, ti apparecchiano sotto i pini e ti stracciano al gioco delle carte mentre i bambini sono andati a dormire e tu non hai fatto in tempo a fargli le magie con le luci. La migliore serata mondana che mi potessi concedere.
Va bè io lo dico: vorrei, passando da quella via, poter suonare il clacson, aspettarla mentre chiude il cancello, farla salire e portarla con me!!!

barcelona 2003_genova 2008_padova 2012



Vado al concerto in aereo, ma ti pare a te?? C'ho anche una signora autista e una Lola che meglio di così non mi poteva andare! Ma il pullman? Il caldo, le birre, il fresco, l'acqua.
Le 6 ginocchia più belle che tornano a ballare insieme. Niente file in bagno stavolta però!
Questa l'aspettavo negli occhi perché solo deseo estar a ese lado!!
Ma se tutto il tempo ringraziava Padova' è perché c'era Cicca al basso che lo conosce bene?
Se non c'è due senza tre, il quarto viene da sé... Manu, torna presto!! Intanto Chao!